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Come scoprire se un Ente di Formazione rilascia un Attestato o Certificato di Qualifica Professionale valido o falso

In questo articolo ti spiegheremo, in 7 passi, come scoprire se un ente di formazione è titolato a rilasciare una qualifica o un attestato professionale valido per aiutarti a difenderti dalle truffe. Nota bene: la presente guida si applica solo ai corsi che offrono un attestato/certificato di qualifica professionale come, per esempio, le qualifiche di:

  • Operatore Socio Sanitario (OSS), 
  • Assistente Studio Odontoiatrico (ASO), 
  • Ausiliario Socio-Assistenziale (ASA), 
  • etc.

Nell'ultimo dei 7 passi troverai le istruzioni per contattarci e chiederci una verifica ad hoc su un corso di tuo interesse. Infine risponderemo a una domanda doverosa: perché tanta confusione in Italia?

1. Verifica che il proponente del corso sia un Ente di Formazione Accreditato 

I Proponenti dei corsi finalizzati al rilascio di Attestati o Qualifiche Professionali devono essere degli Enti di Formazione Professionale accreditati presso la Regione di appartenenza o, nel caso di sedi  distaccate, nella Regione della sede operativa. Diffidate da chiunque vi propone un corso  professionalizzante in mancanza di un Accreditamento Regionale, e ricordatevi di chiedere sempre  prima di firmare il NUMERO o CODICE di ACCREDITAMENTO REGIONALE facendovi copia del decreto dirigenziale di accreditamento

2. Il Corso deve essere tenuto nella stessa Regione dell’Accreditamento 

Ricorda che il corso in questione deve essere tenuto nella stessa Regione che ha rilasciato l’accreditamento all’Ente di Formazione; ci spieghiamo meglio… a volte succede che alcune Regioni  impediscano la formazione autofinanziata di figure professionali, pertanto alcuni Enti di Formazione  regolarmente accreditati stringono degli accordi con altri enti fuori dalla propria Regione per  commercializzare corsi vietati o non presenti nel Repertorio (elenco dei corsi riconosciuti) della propria Regione. Questa pratica non è corretta!!! Vi consigliamo pertanto di valutare con  accortezza se l’Ente di Formazione da voi scelto tenga il corso nel territorio regionale per il quale è  in possesso di accreditamento. 

3. Richiedi sempre il decreto dirigenziale di Riconoscimento Corsi 

L’Ente di Formazione in possesso di accreditamento regionale, prima di pubblicizzare un corso finalizzato all’acquisizione di competenze professionali, deve richiedere autorizzazione inviando un cosiddetto “formulario di presentazione progetti attività formative autonomamente finanziate relative a qualificazioni professionali e percorsi disciplinati sulla base di specifiche norme di settore”. La Regione, a seguito di verifiche sul formulario, rilascia una Autorizzazione o Riconoscimento del Corso di Formazione, mediante decreto dirigenziale numerato e datato. 

4. A corso iniziato verifica che le tue generalità siano presenti nei Registri Vidimati 

Ricordate sempre che i corsi di qualifica professionale sono monitorati dalla Regione, pertanto le tue generalità devono essere presenti nei registri delle attività formative, gli stessi sono timbrati dalla Regione che ha autorizzato i percorsi formativi. Gli stessi registri prevedono che il candidato apponga una firma per l’ingresso in aula ed una firma per l’uscita, contestualmente si devono inserire gli orari. 

In caso di FAD (ovvero formazione a distanza) normalmente autorizzata a seguito dell’acutizzarsi dei  contagi da virus SARS CoV2, i registri sono stati sostituiti da quelli elettronici che riportano però l’orario e l’indirizzo IP di collegamento dello studente. 

In caso di Stage vagliate che il registro abbia il timbro della Regione di autorizzazione corso in calce ed  in originale. 

5. Attenzione alla sede del Tirocinio o Stage 

Molte Regioni, se non tutte, non permettono di attuare la parte pratica, di tirocinio o stage (se  previsti) al di fuori dei propri limiti territoriali

Ne consegue che chi propone dei corsi finalizzati all’acquisizione di competenze professionali non può effettuare stage o tirocini extraregionali, pertanto attenzione a chi asserisce che per un corso  autorizzato in Regione diversa dalla propria sia possibile effettuare un tirocinio nella città di  pertinenza domiciliare o comunque nelle inerenti vicinanze. 

6. Giudica sempre con buonsenso 

Un corso finalizzato all’acquisizione di competenze professionali prevede un numero di ore di  frequenza teoriche ed un numero di ore di tirocinio o stage, la cui frequenza è obbligatoria! Diffida dagli operatori che ti propongono espedienti per “truccare” la frequenza o per studiare meno

L’operatore professionale è ligio al dovere e rispetta il Codice Etico ed il Codice Deontologico

7. In caso di dubbi, chiedi!

Nessuno può essere un esperto in tutto, se hai dubbi puoi contattarci per chiedere una verifica utilizzando questo form. ERSAF controlla che tutti gli operatori rispettino le norme al fine di qualificare il lavoro dei migliori, siamo pronti pertanto a rispondere gratuitamente ad ogni richiesta di chiarimento da parte degli  utenti, se avete qualche dubbio riguardo il corso che state frequentando, compilate il seguente form di inserimento dati e noi gratuitamente vi risponderemo.  Ricordati di indicare, nella richiesta, l'indirizzo url della scheda di presentazione del corso. Segnalaci anche se hai avuto notizie di difformità o truffe inerenti ai percorsi formativi, il nostro team sarà pronto a vagliare le vostre notifiche e, nei casi previsti, segnalare alle autorità competenti.

Buona formazione!

PS: Perché tanta confusione in Italia? 

Nel 2001 entrata in vigore la Legge Costituzionale n. 3/2001, la quale ha significativamente inciso sul  riparto di potestà legislativa tra Stato e Regioni nella materia della “formazione professionale”, nello  specifico l’art. 117 comma 3 esclude esplicitamente le materie «dell’istruzione e della formazione  professionale» dalla competenza legislativa concorrente tra Stato e Regioni demandandole, così, alla  potestà legislativa residuale di queste ultime (ai sensi del comma 4 dello stesso art. 117). 

Esemplificando possiamo dire che vi è differenza sostanziale tra la formazione nel mercato del lavoro e quella nel rapporto di lavoro, nonché, relativamente a quest’ultima, tra quella pubblica e  privata, oppure interna ed esterna all’azienda proveniente dalla presenza di un contratto di lavoro che impone limiti ulteriori al potere regionale derivanti dalla potestà esclusiva statale in ordine a  numerosi profili riguardanti gli istituti contrattuali in genere (per esempio l’«ordinamento civile») e  da quella concorrente in materia di «tutela e sicurezza del lavoro».

Noi, infatti,  in questo vademecum abbiamo trattato la formazione estranea ad uno specifico rapporto di lavoro (anche se ugualmente finalizzata all’acquisizione di una certa professionalità, che deve  risultare spendibile in un contesto lavorativo), ovvero tutto ciò che non si riferisce all’attività  formativa successiva ad un contratto di lavoro già in essere.

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Scritto da

Michele

Michele Monaco

Coordinatore Nazionale dei Poli di Ricerca e Studi Universitari ERSAF

Il Dott. Michele Monaco è il Direttore responsabile del Polo di Ricerca e Studi Di Cerignola, vice presidente nazionale dell’ERSAF e Vice presidente nazionale dell’Ente Nazionale Bilaterale in Sigla ENBAS, ha partecipato attivamente alla stesura di tutti i Contratti Collettivi Nazionali firmati dall’Ente molti anche controfirmati dallo stesso.

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