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Partita IVA per insegnante: come aprirla, Codice ATECO e Regime fiscale

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Partita IVA per insegnante: come aprirla, Codice ATECO e Regime fiscale

 

Nell’era digitale anche la formazione ha subito una vera e propria rivoluzione senza precedenti. 

Ogni Docente deve saper cogliere le sfide della Digital Transformation e sapersi adeguare ai ritmi calzanti dell’ICT. 

Per adempiere interamente al proprio compito, ogni insegnante/formatore deve essere abile ed efficace nell’utilizzare le tecnologie multimediali e social. 

Realizzare corsi online, venderli, promuovere il proprio metodo didattico e migliorare il rapporto con ogni studente sono tutte strategie valide per soddisfare le esigenze dei cyber-studenti. 

Aldilà dei concreti vantaggi pratici e didattici, ogni allievo può beneficiare di un nuovo metodo di apprendimento e di un flusso di comunicazione bidirezionale. 

Motivazione, autonomia didattica e assistenza 24 ore su 24 sono i principi guida che connotano il nuovo rapporto intercorrente tra insegnanti e alunni. 

L’era dell’E-Learning porta con sé un set di vantaggi unici grazie all’avvento delle nuove tecnologie, che possono essere sfruttate a scopo educativo.

Non si tratta più di impiegare strumenti di scrittura e calcolo, ma è necessario implementare l’ICT a 360 gradi ed essere in grado di coglierne le potenzialità. 

Se questo è lo scenario delineatosi negli ultimi anni, è importante ottemperare tutti gli adempimenti burocratici e legali richiesti dalla normativa di riferimento. 

La crisi del mercato occupazionale e i continui “tagli” alla Scuola spingono sempre più insegnanti a lavorare con il contratto di Partita IVA e ad operare come Freelancer. 

Aprire Partita IVA non è assolutamente una semplice impresa, occorre una buona preparazione e conoscenza degli step che portano all’apertura della Partita IVA, alla scelta del Codice ATECO e del regime fiscale più conveniente.  

 

Insegnamento online e E-Learning: i vantaggi per gli insegnanti 

Gli insegnanti sono portatori di conoscenza, per questo nell’era digitale e dell’ICT anche gli stessi docenti/formatori devono cogliere le sfide e stare al passo coi tempi. 

In quest’ottica, diventano anche portatori di cambiamento: affinché nelle scuole le nuove tecnologie siano effettivamente utilizzate a scopo educativo, è necessario che i docenti sappiano promuovere i nuovi metodi didattici ed instaurare un nuovo flusso di comunicazione con gli studenti. 

C’è uno stretto legame che unisce l’affermarsi della società della conoscenza e la diffusione capillare delle nuove tecnologie: è la sfida che spetta all’insegnante nell’era 2.0.

L’educazione e l’insegnamento nell’era digitale è un iter che condensa competenze e conoscenze Social, dell’ICT, doti organizzative e comunicative nuove.

In questa visione, il “digitale” è lo strumento abilitante, connettore e volano di cambiamento. 

Le nuove forme di insegnamento e l’impiego dell’ICT hanno un impatto determinante anche sul ruolo del Docente, che non risulta sminuito, ma arricchito di nuove competenze. 

Gli insegnanti/formatori che si adeguano alla telematizzazione e alle nuove tecnologie contribuiscono alla generazione di una forte motivazione negli studenti.

L’ uso delle nuove tecnologie:

  • facilita l’apprendimento attivo ed esperienziale;
  • aumenta la motivazione;
  • promuove l’individualizzazione e il rispetto degli stili e dei ritmi personali di apprendimento,
  • realizza un apprendimento più efficiente e produttivo,
  • attua un approccio interattivo e multitasking. 

È l’insegnante che analizza i bisogni dei singoli studenti, studia il progetto educativo a cui deve rispondere, pianifica e organizza la lezione in funzione del processo di apprendimento, verifica i percorsi da mettere in atto per un apprendimento linguistico e culturale olistico, gestisce l’organizzazione del lavoro di gruppo, fornisce l’appoggio psicologico per abbassare l’ansia e agisce per mantenere alta la motivazione. 

 

Corsi online: il nuovo ruolo dell’insegnante/formatore

Grazie all’esistenza del learning management system (LMS), i docenti possono inserire in vari modi il materiale didattico finalizzato all’apprendimento dello studente e promuovere corsi online con rilascio dell’attestato finale. 

Gli iscritti alla piattaforma possono visualizzare il materiale caricato dall’insegnante, che può consistere in ebook, video, presentazioni PowerPoint e documenti in PDF.

Gli insegnanti per rispondere alle esigenze degli studenti possono mettersi in contatto tramite posta elettronica o altre modalità di comunicazione diretta implementate nella piattaforma.

Inoltre, le piattaforme permettono di creare delle community in cui studenti e docenti possono confrontarsi, in modo tale da migliorare la qualità dell’offerta didattica.

Grazie ai corsi online è possibile ottenere attestati o certificati che hanno una valenza equipollente ai corsi in presenza.

I testi su cui studiare sono reperibili online e ogni studente ha la possibilità di organizzarsi al meglio ed in autonomia.

Grazie alla vendita dei corsi online ogni docente può fidelizzare i propri alunni e, al contempo, incrementare le vendite ed il proprio giro d’affari. 

 

Partita IVA insegnante: quando aprirla? 

Inizialmente è possibile lavorare emettendo la notula con la ritenuta d’acconto, ma con il passare del tempo e con l’aumento del giro d’affari, ogni docente deve valutare l’apertura della Partita IVA per svolgere regolarmente e con continuità la professione di insegnante. 

Per aprire la Partita IVA è necessario scaricare la modulistica presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate e inviare il tutto telematicamente o presentarsi in una sede ubicata sul territorio nazionale. 

In alternativa, è possibile farsi seguire da un Commercialista di fiducia, che fornisce una Consulenza professionale di grande valore aggiunto. 

Per aprire la Partita IVA per insegnante si deve comunicare il Codice ATECO, ovvero il codice che identifica il tipo di professione esercitata.

Il Codice ATECO da comunicare è il seguente: 96.09.09 (ovvero: Altre attività di servizi per la persona nca).

 

Partita IVA per insegnante: quale regime fiscale scegliere? 

L’apertura della Partita IVA per insegnante comporta la necessità di optare per il regime fiscale più conveniente e l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, dato che la professione del docente non comporta l’iscrizione ad un Albo professionale.

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto un unico requisito per aderire al Regime Forfettario, innalzando il fatturato da 30.000 a 65.000 euro. 

I vantaggi derivanti dalla scelta del Forfettario sono ascrivibili ai seguenti: 

  • esenzione dall’IVA, 
  • esenzione dall’Esterometro,
  • esenzione dalla fattura elettronica, 
  • esenzione dagli Studi di Settore, 
  • nessuna ritenuta d’acconto, 
  • contabilità semplificata, 
  • flat tax al 5% (per i primi 5 anni di attività) e al 15% (dal sesto anno in poi). 

 

Partita IVA per insegnante: iscrizione alla Gestione Separata INPS 

Una volta aperta la Partita IVA è necessario iscriversi alla Gestione Separata INPS e versare i contributi previdenziali dato che l’attività di docente non è regolamentata da un Ordine.

Quanto versare? L’iscrizione alla Gestione separata INPS comporta il versamento del 25,72% sul reddito imponibile.

 

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Scritto da

Valerio

Valerio Calcaterra

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