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Amare il proprio lavoro è la vera e concreta forma di felicità sulla terra. Quello che spetta alle future generazioni, ai futuri governi è far sì che ciascuno ami il proprio lavoro. Un sogno da Woodstock. Perché con la disoccupazione le persone non perdono solo il lavoro, perdono se stesse.

~ Roberto Benigni (un po' ispirato da Primo Levi)

Da persona che ci è passata, con questa breve guida vorrei aiutarti a salire sulla scialuppa di salvataggio (diciamo più che altro una zattera, però è già qualcosa).

La nostra zattera è il NASpI: Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, indennità mensile che viene erogata ai disoccupati involontari che ne facciano richiesta.

E’ un servizio fornito dall’INPS e rivolto a tutti i lavoratori che hanno involontariamente perso il lavoro.

Andando a questa pagina troverai varie sezioni che ti spiegano nel dettaglio “Cos’è” e “Come funzione”. In fondo, alla voce “Domanda” troverai nei minimi dettagli tutti i requisiti per avere accesso al NASpI. Tra la valanga di paragrafi e sotto paragrafi vorrei evidenziarti le cose più importanti:

Mi raccomando, è specificato che lo stato di disoccupazione debba essere “involontario”, inoltre:

  •  sono esclusi tutti i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale;
  • bisogna aver lavorato almeno 30 giorni nell’ultimo anno e 13 settimane nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione;
  • La domanda più essere presentata dopo l’ottavo giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro ed entro i successivi 68 giorni.

Ora veniamo alla parte concreta: quanto è grande la nostra zattera?

L’indennità è mensile e viene calcolata sulla media delle retribuzioni valide ai fini previdenziali percepite nei quattro anni precedenti alla cessazione del rapporto di lavoro. Di questa media viene calcolato il 75% e questa sarà la nostra zattera (per un massimo mensile di 1300€).

Viene anche specificato il caso in cui la retribuzione media mensile sia superiore 1.195€, in questo caso, l'indennità é pari al 75% di questa media incrementato del 25% pari alla differenza tra la retribuzione media mensile e l'importo di € 1.195.

Importante! Con il passare del tempo la nostra zattera… si riduce. Il NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del quarto mese, vale a dire dal 91° giorno di fruizione della prestazione. Come presentare la domanda?

Per richiedere il NASpI devi presentare la domanda tramite il sito dell’INPS. Per fare questo hai due possibilità:

Puoi presentare la domanda in autonomia. In fondo alla pagina del sito dell’INPS abbiamo visto prima troverai “Accedi al servizio”, cliccando sul pulsante si aprirà questa schermata:

Cliccando sull’ultima voce, “Invio domanda”, dovrai solo seguire la procedura guidata.

Importante! Probabilmente lo saprai già però, per le nuove reclute del mondo del lavoro, ricoda che per accedere a qualsiasi servizio dell’INPS devi autenticarti. Per fare questo hai diverse possibilità:

Accedere con il tuo codice fiscale e il PIN. Facile no? ehm… diciamo ni. Per richiedere il PIN devi premere su “Richiedi e gestisci il tuo PIN”, inserisci tutti i dati richiesti e riceverai una parte del PIN subito (via SMS o tramite il mezzo che hai scelto) mentre l’altra parte ti verrà inviata per posta. Ci vorranno un paio di settimane. SPID: il Sistema Pubblico di Identità Digitale, ti permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un'unica Identità Digitale (username e password). Però sinceramente, a meno che tu non l’abbia già, per quello che stiamo facendo ora, passiamo al prossimo punto. Accedi con la tua tessera sanitaria o CNS. Devi avere il PIN relativo alla tua tessera e… il lettore di SMART CARD.

Se non sei ancora abilitato all’accesso e non hai voglia di aspettare la posta, se Babbo Natale non ti ha ancora regalato il lettore di smart card, allora passiamo al punto successivo.

Puoi presentare le domanda affidandoti all’ente di patronato più vicino a te. Certo, chiederanno un compenso per il servizio (facendo alcune ricerche, andiamo dai 10 ai 25€) però gestiscono tutto loro e l’unica cosa che dovrai fare è presentare i seguenti documenti:

Carta d’identità e codice fiscale; Copia della lettera di licenziamento o dell’ultimo contratto scaduto;

Modulo sr163 timbrato dalla banca/posta per la convalida delle tuo coordinate bancarie/postali. In questo modo l’indennità verrà versata direttamente sul tuo conto. Puoi scaricare il modulo scrivendo “Modulo sr163” nella sezione di ricerca del sito dell’INPS. Premi “Scarica”, troverai il modulo in PDF. Copia di una busta paga relativa all’ultimo contratto (meglio portare l’ultima busta paga).

Controllare lo stato della domanda Che tu abbia scelto la via numero 1 o 2, per vedere l’avanzamento della domanda devi autenticarti per accedere al servizio MyINPS. Eventualmente puoi anche scaricare l’app o, se specificato al momento della domanda, farti inviare le cominicazioni via SMS.

Entrando in MyINPS, sulla sinistra troverai un’elenco con tutti gli strumenti forniti dal sistema. Cliccando sul “I tuoi avvisi” potrai vedere i documenti relativi alla tua domanda (accettazione, pagamenti etc.).

Per maggiori informazioni sull’avanzamento della domanda e l’importo delle rate, nella sezione cerca sul sito www.inps.it scrivi “Fascicolo previdenziale del cittadino” e premi sull’icona.

Entrarai nel tuo fascicolo, dove troverai vita, morte e miracoli del tuo rapporto con l’INPS. Però quello che ci interessa ora è alla sezione “Prestazioni” → “Richieste presentate” che troverai nel menù a sinistra.

A questa voce troverai tutte le informazioni sullo stato della domanda. Se invece vuoi controllare le rate che ti sono già state versate allora premi su “Pagamenti”.

Ecco fatto, adesso sei sano e salvo sulla zattera! Ora bisogna solo attraccare sulla spiaggia giusta… buona fortuna e buon viaggio.

A chi è rivolta la NASpI?

La NASpI spetta ai tutti lavoratori che avevano un rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l'occupazione. L'involontarietà è una caratteristica molto importante, perché esclude una parte delle persone che fanno richiesta di dimissioni.

NASpI e dimissioni

Per capire se la NASpI spetta anche in questo caso occorre leggere attentamente il D.Lgs. n. 22/2015, che prevede la tutela economica esclusivamente per le interruzioni involontarie di rapporti di lavoro a decorrere dall’1 maggio 2015.

Al fine di recepire la NASpI è importantissimo che la cessazione del lavoro sia dovuta a cause non imputabili al lavoratore, come ribadisce la legge, per cui in caso dimissioni volontarie la legge non riconosce alcuna tutela economica, proprio perché si tratta di un atto volontario del lavoratore

Attenzione però, perché c'è un'eccezione: si tratta del caso di dimissioni per giusta causa, ovvero quando il lavoratore subisce da parte del datore di lavoro continue vessazioni o violazioni di obblighi di legge, come per esempio il mancato pagamento della retribuzione. In situazioni analoghe, dove il rapporto di lavoro è fortemente compromesso per responsabilità non imputabili al lavoratore, quest'ultimo può decidere di dimettersi per giusta causa.

Si tratta di una casistica particolare, dove il lavoratore è indotto dal datore di lavoro a dimettersi, poiché non esistono le condizioni necessarie e di base per continuare il rapporto di lavoro. Considerata una situazione del genere, dove il lavoratore è praticamente costretto a dare le dimissioni a causa di comportamenti estremamente scorretti, quindi non imputabili alla propria volontà, lo Stato riconosce l'accesso alla NASpI.

Vediamo adesso insieme quali sono i casi più comuni in cui è possibile richiedere questo importante sussidio.

Chi può richiedere la NASpI

Come precisato in precedenza, la NASpI spetta a tutti coloro che avevano un contratto di lavoro subordinato e hanno perso involontariamente l'occupazione lavorativa. A questi casi se ne aggiungono anche alcuni più specifici:

  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • apprendisti;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Non possono invece accedere alla NASpI:

  • operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, nel caso in cui non optino per la NASpI.

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Scritto da

Alessandra

Alessandra Rovetta

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